Il primo libro di Valerio Massimo Manfredi che ho letto e` stato “L’ultima legione“, e mi e` piaciuto moltissimo. Spinta dalla curiosita`, ho continuato sia col genere ‘giallo archeologico’ (alcuni sono proprio belli) che col genere ‘ricostruzione storica’, alla “Alexandros“.
Ecco, “L’armata perduta” non si colloca al livello delle migliori produzioni dell’autore. Oserei dire che e` il suo peggiore libro, tra quelli che ho letto. Io conoscevo “L’Anabasi” di Senofonte, quindi la storia in se` non era una novita`. Tuttavia, il libro tocca punte di tale noiosita`, da non essere spiegabile col semplice fatto che conoscevo gia` la trama. Insomma, un libro noioso, ripetitivo, con un finale approssimativo che francamente mi ha infastidito (ma credo questo sia dovuto al fatto che il libro in generale non mi e` piaciuto, e speravo almeno in un riscatto finale che non c’e’ stato).
Per carita`, la ricostruzione, fedele all’Anabasi, e` all’altezza della fama
dello studioso Manfredi. Il romanzo e` deludente. Il personaggio che narra la storia, Abira, e` assolutamente poco credibile (per non parlare del fatto che l’autore secondo me fallisce in pieno nel realizzare la narrazione
da un punto di vista ‘al femminile’, idea che in linea di principio poteva
essere interessante).
Insomma, caldamente sconsigliato.
anche io ho letto “L’ultima Legione” come primo romanzo di Manfredi… ma è stato anche l’ultimo.
Indubbiamente in questo caso vi è una storia inventata con un minimo di intelligenza, e non si limita a ripercorrere i fatti storici conosciuti, e per questo il romanzo non mi è stato del tutto sgradito…
Ma è scritto male, i personaggi sono tratteggiati troppo grossolanamente, quasi sempre degli stereotopi….
Il ritmo della narrazione è spesso sbagliato, o troppo veloce o troppo lento, e i dettagli che creano l’identificazione del lettore nella vicenda narrata troppo spesso mancano…..
Probabilmente Manfredi sarà un buon storico, ma sicuramente non è un buon scrittore….
Ebbene, “L’armata perduta” e` comunque molto peggio