“La ragazza delle arance” e` un libro dello scrittore norvegese Jostein Gaardner.
E` un romanzo la cui lettura scorre molto agevolmente. Si tratta di una scrittura semplice e piacevole.
Un figlio adolescente viene in possesso di una lunga lettera, quasi un racconto, che il padre molto malato gli aveva indirizzato prima di morire, quando il figlio aveva appena 3 anni. Il racconto del padre, con il mistero sulla identita` della affascinante ragazza delle arance e` molto avvincente. Anche se a un certo punto il lettore comincia a sospettare chi sia la ragazza, il libro prende molto, fino alla completa spiegazione del “mistero”. Poi c’e’ la seconda parte, la domanda che il padre morente pone al figlio: vale la pena vivere, anche se si sa gia` che si sta seminando dolore? Vale la pena dare la vita, al di la` della inevitabile sofferenza che la vita stessa comporta? La risposta del figlio sara` affermativa, la vita in se` ha un valore cosi`alto che non e` pensabile rinunciarvi a priori.
Francamente questa ultima parte l’ho trovata un po` scontata e banale. Capisco l’autore che cerca di mettersi nei panni di un quindicenne e di scrivere e pensare come un quindicenna farebbe. Eppure, ho sentito una nota stonata nella parte scritta ‘a nome del figlio’, che non mi ha convinto fino in fondo. Un bel libro, di cui consiglierei la lettura, ma non un capolavoro.