Ho sempre fatto pochissimo uso in questo blog dei link, perche` lo considero soprattutto un diario delle mie letture e delle mie esperienze.
Oggi faccio un’eccezione, per segnalare ai miei pochi, affezionati lettori un bell’articolo di Elisabetta Povoledo pubblicato sull’International Herald Tribune e riportato ieri da Loredana Lipperini. Il tema mi sta particolarmente a cuore, come donna italiana, e come madre che vede crescere sua figlia in questo paese dove lo svilimento continuo della figura femminile non fa piu` notizia. Quindi, ben vengano le iniziative come il documentario di Lorella Zanardo, perche` se ne parli, ci si continui a indignare per un modello che non e` accettabile e che toglie dignita` alle donne.
La seconda segnalazione e` per un bell’articolo di Alessandro Gilioli comparso ieri nel suo blog sul sito dell’Espresso. Leggo sempre Gilioli, mi piace la sua scrittura pungente e lucida. Non sempre condivido le sue posizioni, ma la sua “Lettera a un amico di destra” avrei voluto scriverla io, sebbene il mio “passato” ideologico sia molto piu` moderato di quello di Gilioli. Le domande che rivolge al suo “amico”, vorrei farle ad alcuni miei amici “di destra”. Tutte bravissime persone, con le quali ho condiviso la crescita in parrocchia, oppure gli anni del liceo, profondamente segnati dalla morte di Moro e durante i quali organizzavamo serate “impegnate” per leggere i suoi scritti e discutere di “terza via”.
“Quando la Dc ha vissuto la sua grande diaspora” abbiamo intrapreso strade diverse. Adesso, se solo in questo paese si potesse ancora parlare di politica senza litigare, senza distruggere le amicizie, mi piacerebbe tanto chiedere loro, come fa Gilioli:
“che cosa c’entra tutto questo con De Gasperi, con Adenauer, con Koestler – e con tutte le altre nostre comuni letture formative?”
E a tutti loro vorrei dire:
” Fatelo, liberatevi, emancipatevi dal Capo che vi ha comprati e soggiogati quindici anni fa. Fatelo per voi, per il vostro bene prima ancora che per il nostro, fatelo per i valori in cui avete creduto quando per conquistare il consenso non avevano bisogno di Emilio Fede, Liguori, Belpietro, Minzolini, Giordano e tutti gli altri servi che in fondo al cuore – lo so – disprezzate ” almeno quanto li disprezzo io.