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Archive for settembre 2007

Senilita`

Accennavo al fatto che questa settimana sono stata occupata nell’organizzazione di un congresso. Ho curato i rapporti con le ditte che sono venute ad esporre.

Per me e` stata un’esperienza nuova, e interessante. Sono venuta in contatto con tante persone e tante ne ho conosciute, appartenenti a un mondo, quello delle aziende, diverso dal mio. Una volta superata la meraviglia iniziale, (dovuta al solito stereotipo, duro a morire, donna=segretaria, al massimo esperta di amministrazione) , e invece chiarito che era inutile parlare con me di fatture e bolle di accompagnamento, siamo riusciti anche a parlare degli aspetti piu` tecnici, sono riuscita anche a divertirmi. Insomma, una esperienza interessante sia sul piano umano che professionale.

Ma oggi vorrei dedicare i miei pensieri in liberta` ai piu` straordinari tra i miei espositori: una coppia, in la` con gli anni, (lui 79… se il mio babbo fosse ancora vivo sarebbe pochi anni piu` giovane…) che mi dispiace oggi dover salutare.

Raramente in vita mia ho incontrato coppie tanto affiatate, testimonianza vivente di cosa voglia dire: “per tutta la vita”. Alle spalle una vita normale, 3 figli, 5 nipoti, la quotidianeita` di tanti nonni. Ma che luce negli occhi di lei quando parla dei successi professionali del marito, della sua genialita`, intraprendenza, delle difficolta` incontrate e superate e delle soddisfazioni che ne sono seguite. E che tenerezza vedere lui che si appoggia lei, che le chiede aiuto quando la memoria vacilla nel ricordare il nome di un cliente lontano nel tempo, o di un laboratorio visitato, o un aneddoto il cui ricordo si e` sbiadito. E lei c’e’, corre in aiuto ma si ritrae, corregge ma resta defilata. Avendo concluso una carriera lavorativa personale, adesso accompagna il marito. Forse c’e’ qualche amarezza, perche` preferirebbe che almeno uno dei figli fosse accanto al padre, e avesse ereditato l’estro e l’intraprendenza che ne hanno fatto la sua fortuna professionale, ma non lo da` troppo a vedere. E comunque lei c’e’, accanto a lui, non importa se non ci sono i figli.

Ed io ho pianto. Perche` vorrei poter abbracciare mio padre. Perche` la ferita non si rimargina.

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Questa settimana sono stata impegnata nell’organizzazione di un congresso. Non essendo il mio lavoro abituale, mi e` costato una fatica enorme. Ma questo argomento merita un intervento a parte.

Immaginate che ci siano ancora belle giornate con aria tiepida e sole, e di dovervi vestire in maniera abbastanza formale.

Se siete un uomo, non avete molta scelta: il solito completo in fresco di lana, magari quello del matrimonio, la solita camicia a maniche lunghe e la solita cravatta.

Se siete una donna, le possibilita` si moltiplicano: oltre ai completi maschili si potrebbe osare una gonna, naturalmente senza calze, visto che ancora fa caldo. E perche` mai soffrire con le maniche lunghe? Esiste il tre quarti, ideale in questa stagione, o addirittura un sottogiacca senza maniche.

Peccato pero` che le stanze congressuali siano climatizzate in maniera che i signori uomini in abito da matrimonio e cravatta non sentano caldo: nei giorni scorsi ho visto tutti i termostati regolati rigorosamente sui 18 gradi. Col risultato che nel giro di poche ore mi sono ritrovata con i piedi congelati, il torcicollo e il raffreddore.

E oggi sfoggio un bel completo nero che avrebbe potuto essere benissimo di mio padre. Mi sono adeguata al genere dominante.

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Ho aggiunto questa categoria per seguire nel tempo l’evoluzione delle intenzioni, che la piccola ogni tanto ci comunica, su cosa intenda fare da grande. In genere si tratta di una rosa di opzioni, spesso dettate da avvenimenti contingenti. Ma ci sono alcune opzioni che resistono piu` di altre.

Al momento le sue aspirazioni si suddividono tra:

La maestra (e` in classifica da piu` tempo di tutte, grazie all’ innamoramento nei confronti delle sue maestre di asilo).

L’archeologo (credo in seguito alle passeggiate alla ricerca di menhir e dolmen della nostra ultima vacanza in Corsica)

L’astronauta (passione di famiglia….. sa gia` tutto sullo sbarco sulla luna e sulle missioni Apollo…)

L’allevatore di conigli (!! qua ci ha davvero spiazzato… non ho idea dell’origine di questa passione… forse perche` desidera cosi` tanto possedere un animale tutto suo?)

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I Tags e le Categorie

Quando ho cominciato questo blog, dovendo elencare una lista di categorie, in un impeto di ottimismo ho inserito “Musica” e “Film”. Peccato che negli ultimi anni i miei ascolti musicali si limitino al genere che gli americani chiamano ‘easy listening’, cioe` la musica che puoi ascoltare facendo qualcos’altro, e che non importa davvero che cosa sia, perche` serve solo a fare da sottofondo.

Nel 2007 ho comprato 1 solo CD, “Rhythms del Mundo”, nato dall’incontro tra i musicisti del Buena Vista Social Club con noti artisti e gruppi musicali. Ben poco quindi, a meno che non vogliamo contare l’autoradio (rigorosamente RTL 102.5) durante i (troppo lunghi) spostamenti quotidiani in macchina, e qualche vecchio CD rispolverato sul momento. Tipo sabato scorso, trascorso in casa a stirare, attivita` che di per se` suggerirebbe il taglio delle vene, e che e` stata accompagnata da un Gino Paoli datato 1992 (“Senza contorno…solo per un’ora”), tanto per non rischiare di risollevarsi il morale.

Sul fronte filmografia non andiamo meglio. Tolta la bambinistica varia (anche quella “impegnata”, tipo “Un ponte per Terabithia”), non resta molto. Lo scorso inverno ho visto un paio di titoli interessanti al cineforum del dopolavoro dipendenti petroliferi (sic!, mi sento un po` Fantozzi&Filini nel raccontarlo) che ha il grande pregio di essere vicino a casa mia e proporre i film il venerdi` sera. Ma ho perso l’unico film che mi ero ripromessa di andare a vedere: “Le vite degli altri”.

Per questa stagione, ho una lista ambiziosa che comprende gia` tre titoli. Si tratta di tre trasposizioni cinematografiche di libri che ho letto e amato: “L’ultima legione” di Doug Lefler, anche se purtroppo mi dicono che non riesca a trasmettere le stesse emozioni del libro di V.M. Manfredi (e poi no! Colin Firth proprio non ce lo vedo!) . Tra un paio di giorni esce “Espiazione” di Joe Wright, dall’omonimo bellissimo romanzo di Ian McEwan (per fortuna quando l’ho comprato, in inglese, ero convinta che Atonement significasse “Sbigottimento”, altrimenti credo che sarebbe rimasto sullo scaffale della libreria). Infine, il mio terzo titolo e` “Caos calmo”, le cui riprese sono iniziate da mesi, e spero siano finite, sebbene io fatichi a immaginare Nanni Moretti nei panni del protagonista.

Insomma: della serie “facciamoci del male”, visto che l’unico caso che io ricordi di film all’altezza (e forse superiore) del libro da cui era stato tratto e` “Il Dottor Zivago”.

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Ieri sera ultima mangiatina a ripa di mare di pasta con le sarde. Da oggi il bagno Meloria e` chiuso e Filippo se ne torna a Messina. Aria di sbaraccamento: armadio dei vini vuoto, ombrelloni gia` rimossi, luci spente tranne che nel ristorante (e si notava, visto che alle sette e mezzo era quasi buio).

A meta` serata un bell’acquazzone ha sottolineato, per chi come me si ostina a voler credere che l’estate non sia finita, che stiamo precipitando dentro l’autunno.

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Extremely Loud & Incredibly Close

Quando ho comprato in una libreria di aeroporto il secondo romanzo di Jonathan Safran Foer, non avevo idea di chi fosse l’autore, e non avevo mai letto alcuna recensione di “Ogni cosa e` illuminata”, il suo precedente e famoso romanzo.

E` stata quindi una piacevolissima sorpresa scoprire, pagina dopo pagina, un romanzo piacevole e allo stesso tempo originale e intenso.

Oskar ti resta nel cuore. Quante delle sue osservazioni non credo che dimentichero` presto. Oskar ha letto su National Geographic che ci sono più persone vive oggi di quante ne sono morte in tutta la storia dell’umanita`. Quindi, se tutti i vivi volessero recitare Amleto contemporaneamente, tenendo in mano il teschio di Yorick, non ci sarebbero abbastanza teschi a disposizione. Oskar e` ateo, ma dice che sarebbe felice se sapesse che Dio esiste.

Forse nel finale si cerca la conclusione troppo in fretta, una volta svelato il mistero della chiave nel vaso, o forse e` stata la mia impressione perche` non volevo separarmi da Oskar troppo presto. Pero` il paragrafo finale, accompagnato dalla sequenza di foto del corpo che sale verso l’alto, rivivendo tutta la storia dell’ universo al contrario, fino ad Eva, fino alla fusione della luce e del buio, cosicche` “saremmo stati salvi”, e` talmente bello da riscattare senz’altro il finale frettoloso.

Il dolore di Oskar si fonde col dolore del nonni paterni, che hanno vissuto il tragico bombardamento di Dresda e sono impazziti per sopravvivere.

In una sola parola: bello.

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Dovrei essere emozionata?

Domani e` il grande giorno: la mia bambina comincia la prima elementare. Lei e` cosi` grande, tranquilla, felice: insomma, la vedo pronta all’ingresso nel mondo della scuola.

Dopo mesi in cui si e` sentita ripetere: “ma non sei emozionata?” , “ma non hai paura, almeno un po`?”, e lei, coraggiosamente, ha sempre risposto di no, di non aver paura e di non essere piu` emozionata del giusto (ma quanta rabbia invece saliva a me, quando le facevano queste domande!), finalmente ci siamo.

Ed io mi ritrovo tranquilla, direi per niente emozionata. Sara` che sono contenta di aver aspettato che avesse sei anni e mezzo (eccome se si e` vista la maturazione, negli ultimi 12 mesi!), sara` che io ho un ricordo bellissimo della mia prima elementare, e mia figlia frequentera` le elementari nello stesso mio istituto…. sara` che da settimane dice che non vede l’ora di andare a scuola….

Sicuramente trovera` in classe almeno un compagno di materna (sono 14, e verranno divisi su tre sezioni), ma lei ha gia` detto di non avere preferenze perche` sono tutti suoi “amici del cuore”. (Ma quanto bene hanno lavorato le sue maestre, negli ultimi tre anni, sul concetto che siamo tutti amici e dobbiamo aiutarci!).

Insomma, anche se non sono emozionata, e quel nodo fisso alla bocca dello stomaco sono certa sia dovuto alla frittata della zia Marianna che ho mangiato ieri sera, e quel leggero tremito nelle mani che non mi spiego, e quel senso di soffocamento da mancanza di aria….. un “in bocca al lupo” virtuale rivolgetemelo pure …..

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