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Archive for novembre 2007

Le mie donne

Ma quanto le amo queste mie donne! Una che si sta preparando alla vita, e l’altra che si avvicina al tramonto. Mia forza e miei occhi sul futuro. Se solo percepissero quanto grande e` il mio amore per loro, ne resterebbero soffocate. Spero che lo captino con le loro antenne, perche` io, donna in crisi, (spero che la crisi sia passeggera)  mi accorgo che non riesco  a dimostrarglielo  come vorrei.

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Vorrei segnalare questa campagna promossa dal comitato pari opportunita` del Comune di Torino: e` un progetto di comunicazione positiva sul tema del contrasto alla pubblicità che usa in modo strumentale e spesso oltraggioso l’immagine femminile.

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“Mamma, oggi abbiamo cominciato geografia. Pero` non e` giusto: una bambina quando noi facciamo geografia esce fuori con una delle maestre, e va a fare dei lavoretti, che mi sono sembrati piu` divertenti di quello che facciamo noi in classe a geografia!”.

“Ma perche` scusa, voi a geografia cosa avete fatto?”

“Abbiamo colorato un disegno della Madonna!”

Insomma, continua a confondere geografia e religione!

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Io, e la danza

Ieri sera sono andata alla riunione della scuola di danza di mia figlia, nella quale l’insegnante ci ha detto che cosa si aspetta dalla classe di cui mia figlia fa parte (bambine di 6-7 anni). In giugno dovranno superare il loro primo esame, in un teatro, sul palco, “numerate”, davanti a una commissione esterna. E tutte le mamme a dire: bene, e` cosi` che si fa, sono queste le cose che formano il carattere, bisogna temprarle e abituarle fin da piccole a superare le difficolta`. Hanno persino chiesto all’insegnante se non potesse dare “consigli alimentari” alle bambine (del tipo: invitarle ad eliminare succhi di frutta, merendine e caramelle…). Non c’e’ stato bisogno che io intervenissi su quest’ultimo punto, per fortuna, perche` l’insegnante (che stimo, fa il suo lavoro molto bene) ha fatto presente che e` la famiglia che deve occuparsi dell’educazione alimentare dei figli. Ci ha poi raccontato dell’ultima “stellina” uscita da quella scuola, che attualmente studia a Rotterdam (perche` dopo un certo livello le allieve devono essere lasciate libere di andarsene, anzi, incoraggiate a farlo, se si vuole il loro bene), e ha lodato i “piedi” di un paio di bambine, che hanno la fortuna di avere piedi adatti alla danza….

E io sempre di piu` mi chiedevo: ma che ci faccio qua? Che ci facciamo qua io e la mia bambina? Siamo qua solo perche` questa scuola e` a due passi da casa di nonna, anche se non possiamo dirlo all’insegnante. Se nonna abitasse vicino alla scuola di Karate, faremmo Karate. Se abitasse vicino alla scuola di ginnastica, faremmo ginnastica. Ma davvero voglio che mia figlia, a 7 anni, debba preoccuparsi dell’esame finale di danza? O del fatto che lei non riesce a fare la spaccata mentre altre bambine “mamma, sembrano snodate, da quanto aprono le gambe!”?. Io non voglio che la sua vita diventi la danza, voglio solo che lei si diverta, che passi due ore a fare qualcosa che le piace e la distragga dalla scuola. Ma non voglio che diventi motivo di umiliazione perche` magari a un certo punto scoprira` che qualche compagna e` naturalmente piu` dotata di lei.

Forse sono io a preoccuparmi troppo, forse lei semplicemente vive questa cosa in maniera piu` tranquilla, da bambina di neanche 7 anni quale e`. Ricordo il primo anno, aveva appena compiuto 5 anni, e le dissi: “guarda che non sei obbligata a fare il saggio finale, se vuoi, possiamo andare a danza e poi chiedere all’insegnante di non fare il saggio”. Mi sembrava doveroso che sapesse che noi famiglia non ci aspettavamo niente da lei, che non doveva sentirsi obbligata ad esibirsi, qualunque cosa le insegnanti di danza le dicessero. Con quel suo visetto da bambina di 5 anni, ha piegato la testina di fianco, ci ha pensato un attimo e mi ha detto: “Mamma, potremmo fare invece che non vado piu` a danza, ma faccio lo stesso il saggio?”

A queste parole, ho capito che il suo mondo da bambina era diverso dal mio mondo da adulta, e che la competitivita` delle mamme non era vissuta cosi` da lei, che vedeva nel saggio soprattutto una occasione di massimo divertimento. E allora abbiamo continuato, e abbiamo fatto quel saggio e il seguente. E probabilmente supereremo anche l’esame di quest’anno, e cresceremo insieme, e quando lei non sapra` fare la spaccata, ci saro` io a rincuararla, io che peraltro la spaccata non sono mai riuscita a farla.

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Come deprimersi

Una ventina di giorni fa ho ordinato in un ferramenta un accessorio per il bagno. Non avendo ancora sentito niente, questa mattina ho telefonato al negozio. La gentilissima proprietaria mi ha confermato di aver ordinato l’oggetto, ma ha aggiunto:

“Pero` sono un po` sconcertata: lei dalla voce e` giovane!”

“Be`, giovane, 40 anni….”

“La signora per cui ho fatto questo ordine aveva una certa eta`” 😯
Allora e` andata a riprendere il foglio, sul quale c’e’ scritto il mio nome e il mio numero di telefono, per essere sicura di parlare dello “stesso ordine”. A questo punto si deve essere sentita in colpa per aver insinuato che pur avendo una voce giovane ho un aspetto vecchio e ha concluso:

“Ah si, adesso mi ricordo! L’ho scambiata per un’altra persona!” 😯

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Rino Gaetano

Ho visto il film sulla vita di Rino Gaetano. Lo ricordo bene, era un personaggio che appariva scanzonato, ironico e a volte grottesco. Le prime canzoni le ricordavo tutte, delle ultime, nessuna. Prova del fatto che la sua parabola deve avere avuto il massimo con “Gianna” e poi deve essere rapidamente scesa negli anni successivi, fino alla sua morte.

Il film e` stato bello. Bravi gli attori che interpretano Rino e Irene. Ho trovato molto commovente la scena quasi-finale del padre ritrovato, che si mette a spazzare il salone della mega villa. Ma  io sono molto sensibile sull’argomento “padri” quindi faccio poco testo.

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Raccolta di vecchie perle

La cucciola aveva 3 anni, alla materna, perla raccontata dalla maestra. Stava giocando con un bimbo che a un certo punto le ha dato un morso. E lei:

“Guarda che io non sono un bambolo! Sono un bimbo vero, se mi mordi mi fai male!”

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A 4 anni:

“Mamma, ma perche’ mi tagli le unghie?”
“Bisogna tagliare le unghie quando sono lunghe, altrimenti rischi di graffiarti o graffiare qualcuno!”
“Ma mamma! Le unghie mi servono!”
“E a cosa ti servono?”
” A togliere meglio le caccole dal naso!” Shocked

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A 5 anni:

“papa`, non raccontarmi TROTTOLE! ” (voleva dire frottole)

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Intorno al suo sesto compleanno, mettevamo in ordine il cassetto dedicato ai bigliettini di auguri ricevuti nelle varie ricorrenze … arriviamo a tutti quelli ricevuti quando la cucciola  e’ nata…
All’ennesimo biglietto di auguri/congratulazioni mi dice:

“certo mamma che la mia nascita e’ stata proprio un successo!”

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