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Archive for dicembre 2007

Umorismo da fisici

Cena prenatalizia con un gruppo di amici e rispettive figlie. Brindisi augurale con cin-cin di bicchieri. La mia dolce meta` esordisce:

<<In questi casi, ci si chiede sempre quante volte vengono sbattuti i bicchieri, se ognuno brinda con tutti!>>

Gelo in sala: nessuno nella compagnia si era mai posto codesta domanda. Per fortuna la solita cara amica gentilissima rompe il silenzio :

<<E` vero, ricordo vagamente che c’era una formula matematica per trovare la risposta >>

E il fisico, tutto contento che qualcuno abbia mostrato interesse: <<Si, la formula infatti e` n(n-1)/2>>

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Se conoscessi il mistero immenso dove ora vivo,

questi orizzonti senza fine, questa luce che tutto investe

e tutto penetra, non piangeresti, se mi ami!

Sono ormai assorbito nell’incanto di Dio

nella sua sconfinata bellezza.

Le cose di un tempo sono cose cosi` piccole al confronto!

Mi e` rimasto l’amore per te, accompagno il tuo cammino

con una tenerezza dilatata che tu neppure immagini.

Vivo in una gioia purissima.

Nelle angustie del tempo pensa a questa casa

ove un giorno saremo riuniti oltre la morte.

Dissetati alla Fonte inestinguibile della gioia

e dell’Amore infinito.

Non piangere, se veramente mi ami!

Sant’Agostino

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Mini-post Natalizio

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Quest’anno sono molto fiera del mio piccolo albero di Natale + presepe, e volevo condividere….. Purtroppo la foto non rende (io come fotografa lascio molto a desiderare…..) Ci sono tantissime lucine e le decorazioni sono bellissime!

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e per la prima volta, non faro` la mia donazione di fine anno alla Chiesa Cattolica.

Ci sono stati due episodi quest’anno che mi hanno lasciata perplessa.

Nella “Spe salvi”, si esprime una contraddizione tra scienza e fede che rappresenta un passo indietro rispetto alle aperture dei papi della seconda meta` del novecento. Si legge tra le altre cose:

L’uomo non può mai essere redento semplicemente dall’esterno.[] Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza; questa specie di speranza è fallace. La scienza può contribuire molto all’umanizzazione del mondo e dell’umanità. Essa però può anche distruggere l’uomo e il mondo, se non viene orientata da forze che si trovano al di fuori di essa. D’altra parte, dobbiamo anche constatare che il cristianesimo moderno, di fronte ai successi della scienza nella progressiva strutturazione del mondo, si era in gran parte concentrato soltanto sull’individuo e sulla sua salvezza. Con ciò ha ristretto l’orizzonte della sua speranza e non ha neppure riconosciuto sufficientemente la grandezza del suo compito[].”

Il secondo episodio si riferisce alla presa di posizione del Presidente della CEI contro Amnesty International  nell’ambito della campagna “Mai piu` violenza sulle donne” e in relazione al tema dell’aborto. Questo, malgrado AI avesse affermato che “La posizione di Amnesty non è per l’aborto come diritto ma per i diritti umani delle donne che devono vivere libere dalla paura, dalla violenza e dalle coercizioni quando affrontano le conseguenze dello stupro e di altre violazioni dei diritti umani.”.

Mi sono sempre definita cattolica critica, cioe` critica dall’interno, di una struttura alla quale sento di appartenere. Purtroppo sempre piu` spesso le affermazioni di questa Chiesa non coincidono ne` con la mia coscienza di donna di fede ne` con il mio rigore di donna di scienza.

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Leggere

Mia figlia sta imparando a leggere. Intendo dire leggere davvero, mettendo in relazione i suoni con le parole e poi con gli oggetti e i concetti che queste parole rappresentano. Fino alla scorsa estate per esempio, dovendo leggere “casa” lei diceva: “c piu` a si legge ca e s piu` a si legge sa quindi ca-sa” ma faticava a capire che la parola che stava leggendo era effettivamente “casa” (ho esemplificato  con una parola facile, ma sicuramente succedeva con parole piu` complesse). Adesso e` scattato un meccanismo per cui capisce cio` che legge, e ovviamente un nuovo mondo le si e` spalancato davanti: adesso legge in continuazione, dalle insegne alle civette dei giornali, dalle etichette alle scritte che compaiono sullo schermo della televisione.

Una ingenuita` (che piano piano stiamo eliminando) di cui e` vittima e` quella di imparare a memoria, e lasciarsi dalla memoria ingannare.

Un tipico compito per casa consiste nel riscrivere a casa le parole scritte a scuola, ed esercitarsi a leggerle. Mia figlia ci tiene a fare tutto da sola, e quando alla sera torno dal lavoro,  mi mostra tutta orgogliosa le nuove cose che ha imparato.

Un paio di settimane fa le parole da ricopiare erano a carattere natalizio:

ALBERO     PRESEPE    PANDORO

Mia figlia me le ha mostrate e poi ha letto:

AL-BE-RO    PRE-SE-PE    PA-NE-TTO-NE

naturalmente sillabando, cioe` fingendo di leggere!!

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Conversazioni scolastiche…

.. tra mia figlia S. e il suo compagno di banco E., sulla lezione “per casa” del giorno prima:

S: “Come hai fatto a capire che questa scheda andava fatta cosi`?”

E: “Perche` mio papa` e` piu` intelligente del tuo!” 😯

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Venerdi` sera sono riuscita ad andare alla proiezione della sala Agip-Petroli, per la prima volta quest’anno, con alcune “amiche-mamme”. Il film in programmazione era “Waitress – ricette d’amore” di Adrienne Shelley. E` un film che deve decantare un po`. Direi che mi e` piaciuto. Triste pensare che la Shelley, che nel film interpreta anche una piccola parte, sia stata uccisa durante la fase di post-produzione.

E` un film “al femminile”, l’universo maschile e` salvato solo dal “vecchio Joe”, avventore abituale del locale dove Jenna lavora come cameriera e prepare le sue fantastiche torte. Jenna con la nascita della bambina si libera dei suoi  uomini, passati e presenti, inaffidabili e immaturi, per cominciare una nuova vita con la sua Lulu, il suo nuovo locale e le sue torte. Ho trovato particolarmente bella la parte finale, che e` rosa ma non sdolcinata. Jenna ha vissuto tutta la gravidanza come un peso, per svariati motivi: non ama piu` il marito e programmava di lasciarlo quando scopre di aspettare il bambino, inoltre fisicamente il suo stato le pone delle limitazioni. Non sopporta che ci si congratuli con lei, e dice apertamente che non fara` niente che possa risultare nocivo per il bambino, ma non ne e` contenta. Comincia a scrivere al suo bambino, lettere che cominciano alternativamente con “Caro bambino…” o “Maledetto bambino…” a seconda dello stato d’animo del momento. Insomma, non e` lo stereotipo di gestante innamorata della propria pancia! Ma quando guarda per la prima volta negli occhi la sua bambina, se ne innamora perdutamente! Tutto cio` che sta intorno sparisce o perde importanza, conta solo la piccola Lulu, che le da` il coraggio di dare una svolta risoluta e  improvvisa (ma attesa per tutta la durata del film) alla sua vita. Questi momenti sono raccontati con un occhio particolarmente femminile, fatto di espressioni, sguardi, immagini  in dissolvenza e messe a fuoco. Un occhio che fa pensare che le stesse sensazioni le abbia vissute anche la regista (io credo di averle vissute….). Insomma, per niente commediola, ma piuttosto un film semplice, colorato, agrodolce, e bello.

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