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Archive for marzo 2008

Arghhhhh, dolore!

Ho eseguito il divertente test sul calcolo dell’eta` mentale. Confesso anzi di averlo ripetuto due volte, non soddisfatta del risultato ottenuto, e visto che su alcune risposte avevo avuto dei dubbi. Incredibilmente ho ottenuto entrambe le volte lo stesso risultato (48), che e` moooolto superiore alla mia eta` anagrafica….. Credo che dovro` cominciare a scrivere sms e usare abbreviazioni tipo tvmb

Il commento dice:

” Hai una mente matura, degna di una persona con una discreta esperienza di vita, che ha acquisito saggezza e consapevolezza!”

Bene, almeno sono saggia e consapevole.

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Certamente non basta avere nel proprio Blogroll un bel sito di cucina (nel quale peraltro non leggo mai le ricette) o di scienza in cucina (che a detta dello stesso autore NON e` un sito di ricette) per improvvisarsi cuochi esperti.

Pertanto, ieri  sera il mio esperimento di preparazione di creme brule` e` miseramente fallito. Peccato che tali esperimenti andrebbero provati in solitudine e nel chiuso della propria cucina. Invece io mi trovavo ospite da mia madre, che a sua volta aveva ospiti a cena, e mi ero appunto offerta di “offrire” ai gentili ospiti la  mia creme brule` (mai provata prima).

Prima di tutto, ho sostituito la crema con un creme caramel in busta, ma questo sarebbe stato il male minore. Quando mia madre ha suggerito di accendere il grill del forno per formare la caratteristica patina bruna sulla crema, ho reclinato l’offerta e le ho invece chiesto il superalcolico piu` alcolico che avesse in casa. Ho versato un sottile strato di Grappa Nardini sulla mini-pirofila, e con un fiammifero da cucina ho tentato di farla bruciare. Niente da fare. Mia mamma si e` scusata dicendo che probabilmente la bottiglia di grappa era aperta da troppo tempo ed aveva quindi “perso” la gradazione alcolica. Ha pertanto procurato dalla sua fornitissima cantina una bottiglia di Vodka Smirnov e infine una di Brandy Fundador. Ma non c’e stato modo di accenderli. L’unico risultato tangibile ottenuto e` stato uno sgradevole odore di bruciato che ha pervaso la casa.

Per fortuna mia mamma e` una persona molto tollerante. I  gentili ospiti (peraltro a me molto cari) si sono dovuti accontentare di un ottimo bicchiere di Fundador.

ps evitate di ripetere l’esperimento e dar fuoco alla casa: stamattina ho scoperto che esistono degli appositi ferri da arroventare o delle torce a gas da cucina da utilizzare per caramellare lo zucchero sulla crema.

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Il colore del sole

Ogni cosa va messa nella giusta prospettiva: avendo pagato solo sei euro per questo racconto di Camilleri, non ho avuto l’impressione di essere stata vittima di una manovra editoriale, come chi ha acquistato la prima edizione, uscita nel 2007, a prezzo piu` che doppio.

Si tratta di un racconto, e come tale va giudicato. Ho trovato interessante l’artificio letterario per cui l’autore immagina di essere venuto in contatto, per poche ore, con pagine autografe di Caravaggio relative al suo soggiorno in Sicilia e di averle parzialmente trascritte. Interessante anche l’uso della lingua secentesca, che non appesantisce il racconto ma conserva la scorrevolezza tipica di quasi tutte le opere di Camilleri. Pur non essendo una estimatrice dell’arte di Caravaggio, ho letto con piacere “Il colore del sole”, che raccontando dettagli del periodo trascorso da Caravaggio tra Malta e la Sicilia aiuta a delineare la psicologia del famoso e tormentato pittore . Direi che si tratta di un esercizio letterario, la cui stesura sembra aver divertito l’autore probabilmente piu` di quanto la lettura appassioni il lettore.

Per settimane questo libro e` stato nelle classifiche dei piu` venduti. Io ormai compro Camilleri “a scatola chiusa”, e come me molti altri, suppongo. Il successo de “Il colore del sole” sarebbe stato lo stesso se l’autore fosse stato un illustre sconosciuto?

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Ieri sera ho finito di leggere “Ancora dalla parte delle bambine” di Loredana Lipperini. Libro molto bello, che ha stazionato per un po` sul mio comodino. Infatti, c’e’ voluta una buona dose di coraggio ad iniziarlo. Sapevo che sarebbe stato forte e doloroso come un pugno nello stomaco.

Alcune delle cose che ci dice, sono sotto gli occhi di tutti, sono cosi` evidenti: mi riferisco allo sfruttamento dell’immagine e del corpo della donna a fini pubblicitari, alla cattiva televisione (quella della “pupa e il secchione”, o di Maria De Filippi, per intenderci), ai modelli femminili anoressici e vincenti (alla Paris Hilton). Eppure, proprio perche` queste rappresentazioni lesive della dignita` della donna e del corpo femminile sono all’ordine del giorno, si dovrebbe fare di piu` per contrastarle.

Ma cio` che davvero sconvolge e` tutto il resto: i dati e le statistiche sulla violenza sulle donne; la re-genderizzazione generale della nostra societa`; gli stereotipi di genere subdoli trasmessi attraverso i libri di testo gia` in prima elementare; i cartoni animati e i personaggi femminili: o secondari o trascendenti (maghe, streghe, fate); la pubblicita` e il continuo abbassarsi dell’entry-point al consumo di beni che sembrano rivolgersi a ragazze ma in realta` guardano alle bambine; la carta stampata: un fiorire di giornali e giornaletti ‘al femminile’ che allenano al culto del corpo e della bellezza, non stimolano l’intelletto e inducono al consumo di beni assolutamente inutili, e tutto cio` rivolgendosi a un target  che parte addirittura dai 4 anni. Per concludere con la larga diffusione delle comunita` virtuali pro-ana.

Quale genitore non resterebbe sconvolto da tutto cio`. Credo che genitori ed educatori dovrebbero leggere il libro. Ieri mia figlia ha portato a casa il lavoretto di Pasqua: un coniglietto in cartone realizzato a scuola, rigorosamente “rosa per le femmine, azzurro per i maschi”. Perche` non giallo per tutti, mi e` venuto naturale chiedermi? Perche` i maschi hanno il grembiule scolastico corto e le femmine lungo? Forse perche` i maschi devono essere liberi di correre? Certo, sciocchezze, ma cio` che davvero allarma e` il confluire di molti segnali tutti nella stessa direzione, e l’inquietante quadro d’insieme che mi fa temere che mia figlia stia crescendo in un mondo che le e` molto piu` ostile, in quanto donna, di quanto non lo fosse 30-40 anni fa nei miei confronti.

La cosa che mi ha addolorato di piu`, come madre, e` la consapevolezza che tutto cospira contro di noi: saremo comunque additate come colpevoli. Nel libro la vis destruens e` molto forte (un’amica dopo averlo letto non e` piu` riuscita a comprare la biancheria di Hello Kitty in offerta speciale all’Ipercoop!). Io avrei preferito una pars construens piu` articolata. Il libro si conclude dicendoci che la rinascita delle bambine avverra` grazie alle bambine stesse, che sapranno trovare la giusta strada. Porta come esempio quello delle comunita` web di fan-writers, per lo piu` ragazzine, che decompongono come in un Lego libri, film , ma soprattutto fumetti, per ricomporli a loro piacimento in schemi in cui l’elemento femminile e` scomparso, ma solo per lasciare spazio ad una forma estetica maschile, o forse sarebbe meglio dire neutra, che inglobi il meglio dei due generi e riaffermi il valore del confronto tra persone, in maniera del tutto indipendente dal genere. Il fenomeno mi e` del tutto sconosciuto. Certo, e` un seme di ottimismo, una maniera molto diversa di opporsi rispetto a quella delle nostre madri che scesero in piazza.

Loredana Lipperini nel suo blog afferma “Spero che sia, soprattutto, un libro utile.” Indubbiamente lo e`. Dopo averlo letto si acquisisce una consapevolezza che forse era andata perduta, si “drizzano le orecchie”. Ci eravamo rilassate, forse troppo. Noi che aspiravamo ad avere tutto, dobbiamo aiutare le nostre bambine al alzare la testa, a puntare in alto, ad individuare sogni che vadano al di la` dello sposare un calciatore. Dobbiamo metterci, come hanno fatto trenta anni fa le nostre madri, ancora una volta dalla parte delle bambine.

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Blog e lettori

Questo blog puo` vantare un piccolo numero di lettori , abbastanza costante.  Quando ho raccontato l’aneddoto relativo alla canzone “You’ll never walk alone”, non avrei mai pensato che quel post  avrebbe causato un aumento esponenziale dei contatti.

Sicuramente la canzone-inno del Liverpool e` al primo posto tra i termini ricercati nei motori di ricerca che indirizzano gli internauti occasionali  fino al mio blog.

WordPress registra tutte le ricerche che hanno portato a un blog.  Tra le frasi  che piu` mi ha meravigliato trovare in quella lista: “Briatore nudo” (ero certa infatti di non averne parlato: la frase era contenuta in un commento), “Mai come oggi ti ho sentita vicina” (in effetti questa frase nel mio blog non compare…. ma compaiono tutte queste parole, in ordine diverso, in un vecchio post)  e “non so fare la spaccata” (in quest’ultimo caso non ho proprio capito come possa essere spuntata fuori una pagina mia!).

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A casa di mia mamma abbiamo le Barbie e la casa della Barbie. Ieri, dopo il pranzo dalla nonna, ci siamo messe a giocare  con due Barbie-sorelle, e in particolare io facevo la parte della sorella che andava a trovare la Barbie nella casa, interpretata da mia figlia. Riferendosi alla mia Barbie, mi dice:

“Facciamo che lei fa la MODELLA, e mi veniva a trovare”

“Perche` proprio la modella, con tutte le professioni che ci sono?” ribatto subito io.

“Mamma, lo vedi come e` vestita? Con tutta la pancia di fuori? che altro lavoro potrebbe fare se non la modella? E poi mi pare che ci fosse proprio scritto sulla scatola che questa era Barbie-modella. ”

Poiche` il ragionamento non faceva una grinza, e la Barbie in questione ci era stata regalata, e io non avevo proprio notato cosa ci fosse scritto sulla scatola (ma mia figlia evidentemente lo aveva notato, capite? e anzi se lo ricordava ancora….) ho cercato su due piedi di individuare una professione alternativa per la mia Barbie, e le ho proposto:

“Facciamo invece che la mia Barbie fa la giornalista?” e lei:

“Si mamma, che bella idea! La giornalista in una RIVISTA DI MODA!”

Ecco, sebbene la televisione a casa nostra sia quasi sempre spenta, e le riviste di moda non entrino, questa conversazione, che forse due settimane fa mi avrebbe lasciato indifferente, adesso, durante la lettura del libro della Lipperini, mi ha fatto ulteriormente riflettere sul fatto che i condizionamenti di genere sono davvero piu` pericolosi e subdoli di quanto una mamma che si crede attenta possa ingenuamente pensare.

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Oggi mi sento come svuotata di energie. Un toccasana sarebbe potersi rilassare guardando il sole che si tuffa nel mare, ma in questo colpo di coda dell’inverno, so gia` che non sara` possibile.

Sono reduce da due giornate in cui ho incontrato un centinaio di ragazzi e ragazze di fine liceo, cercando di dare loro qualche strumento che li aiuti a fare luce dentro di se`, a scegliere il loro futuro.

Non so se alcune delle sensazioni che ho percepito siano reali, o piuttosto frutto dell’enorme influsso che sta avendo su di me il libro della Lipperini che sto leggendo (ma “Ancora dalla parte delle bambine” merita cosi` tante riflessioni e commenti che di questo parlero` a parte).

Fatto sta che ho visto davanti a me giovani donne bisbigliare risposte esatte dalle prime file, tragicamente sovrastate da risposte errate urlate dai loro colleghi maschi nelle ultime file.  Poiche` gli studenti dovevano lavorare in coppie, ma erano in numero complessivo dispari, non sono riuscita a distaccare (letteralmente) tre ragazze che facevano gruppo, e a convincerne una a lavorare da sola (la semplicita` dell’attivita` svolta era tale che non avrebbe avuto nessun problema: il lavorare a coppie era dovuto al fatto che altrimenti non avremmo  avuto computer per tutti). Non c’e’ stato niente da fare: si muovono  in coppie, e se questo non e` possibile si muovono in tre!

Ma che sogni hanno queste giovani donne? Una ha detto: “Io vorrei studiare fisica, ma non so se saro` capace”. Quale essere umano puo` sapere in anticipo se sara` capace di soddisfare i propri sogni o di compiere un’impresa? Se ognuno avesse rinunciato solo sulla base di questa paura, dove sarebbe ferma adesso l’umanita`? Io ho detto loro: Osate! Tirate fuori i vostri sogni! Puntate in alto! Che senso ha partire al ribasso? Un atleta gareggia per l’oro, non certo per il bronzo! Se poi non ce la fara`, ben venga anche il bronzo, ovviamente.

Se si cerca un volontario, e` difficilissimo trovarne uno, maschio o femmina, anche solo per fargli dire delle semplici cose, avendole magari suggerite o scritte prima. Ma trovare una ragazza che si faccia avanti, e` praticamente impossibile, o comunque, a me non e` mai capitato. Il primo giorno, avendo bisogno di un portavoce che parlasse in inglese, si e` fatto avanti un ragazzetto, tutto preso di se`, le cui capacita` linguistiche si sono rivelate molto al di sotto di quello che il suo atteggiamento, cosi` sicuro di se`, poteva far presagire. Alla fine e` stato salvato da una compagna di classa che gli si e` seduta accanto, e lo ha aiutato suggerendogli le parole da usare. Questa ragazza parlava l’ inglese meglio di me: perche` allora non ha avuto il coraggio di farsi avanti?

Un’altra giovane donna, in prima fila, mentre io parlavo, scriveva sms. Chissa` quali importanti e improcrastinabili messaggi, questione di vita o di morte, non potevano aspettare  che semplicemente lei lasciasse la stanza. Magari scambiava messaggi con un suo compagno dell’ultima fila, maschio ovviamente. Forse anche io sono vittima dello stereotipo degli stereotipi: donna iena contro le donne, e me la prendo con lei e non con i maschi.

Ma cosa e` cambiato? Mia figlia ha sette anni, ma queste ragazze potrebbero essermi figlie. Eppure, io tra le mille insicurezze, mi ricordo molto piu` determinata di come loro mi appaiono oggi. Ma come apparivo io agli altri? Ma allora ha ragione la Lipperini? Le cose sono cambiate in peggio cosi` tanto? E come sara` mia figlia tra dieci anni? Riusciro` ad aiutarla a diventare una giovane donna che sappia guardare dentro di se` senza lasciarsi spaventare dai condizionamenti esterni? Oppure acconsentendfo ad arredare la sua stanza con una tenda delle Principesse, ho gia` inconsapevolmente minato la sua autostima in divenire? Il libro della Lipperini (ecco, non ne volevo parlare e invece lo faccio), toglierebbe il sonno a qualsiasi mamma…..

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