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Archive for marzo 2010

La chiave di Sarah

“La chiave di Sarah” e` un romanzo della scrittrice Tatiana de Rosnay che rievoca il Vel d’Hiv, uno sciagurato rastrellamento di migliaia di ebrei avvenuto a Parigi nell’estate del 1942 ad opera della polizia francese, e la loro successiva deportazione nei campi di sterminio in Polonia.

Si potrebbe dire che “La chiave di Sarah”  contenga due romanzi in uno. Da una parte la storia di Sarah, la descrizione del Vel d’Hiv, della deportazione dei suoi genitori e della tragica morte del fratellino, vicende  raccontate in maniera avvincente e toccante.
Dall’altra la storia della giornalista americana contemporanea, di come la sua vita entra in contatto con i tragici eventi avvenuti 60 anni prima e l’epilogo della sua vicenda matrimoniale. Questa parte  francamente e` stata  molto meno interessante. La vicenda scorre su due binari narrativi di livello molto diverso.  A mio parere il libro si sarebbe potuto concludere quando Julia viene a conoscenza del fatto che Sarah e` morta, molti anni prima, all’eta` di quaranta anni, in un incidente stradale che probabilmente e` stato un suicidio.  Tutto cio` che viene dopo scorre lentamente e a tratti sfiora il ridicolo (per esempio il rapporto di Julia con la famiglia francese del marito, e con il figlio di Sarah, compreso il finale).
Concludendo, e` un libro di cui consiglio la lettura, non fosse altro per la documentazione che offre sui tragici e poco noti fatti avvenuti nella Francia del 1942 per mano della anche troppo collaborazionista polizia francese. A parte questo, il libro non e` certo un capolavoro, e l’intreccio con le vicende familiari della protagonista ne abbassa decisamente il livello.

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La ragazza delle arance

“La ragazza delle arance” e` un libro dello scrittore norvegese Jostein Gaardner.

E` un romanzo la cui lettura scorre molto agevolmente. Si tratta di una scrittura semplice e piacevole.
Un figlio adolescente viene in possesso di una lunga lettera, quasi un racconto, che il padre molto malato  gli aveva indirizzato prima di morire, quando il figlio aveva appena 3 anni.  Il racconto del padre, con il mistero sulla identita` della affascinante ragazza delle arance e` molto avvincente.  Anche se a un certo punto il lettore comincia a sospettare chi sia la ragazza, il libro prende molto, fino alla completa spiegazione del “mistero”. Poi c’e’ la seconda  parte, la domanda che il padre morente pone al figlio: vale la pena vivere, anche se si sa gia` che si sta seminando dolore? Vale la pena dare la vita, al di la` della  inevitabile sofferenza che la vita stessa comporta? La risposta del figlio sara` affermativa, la vita in se` ha un valore cosi`alto che non e` pensabile rinunciarvi a priori.

Francamente questa ultima parte l’ho trovata un po` scontata e banale. Capisco l’autore che cerca di mettersi nei panni di un quindicenne e di scrivere e pensare come un quindicenna farebbe. Eppure, ho sentito una nota stonata nella parte scritta ‘a nome del figlio’,  che non mi ha convinto fino in fondo. Un bel libro, di cui consiglierei la lettura, ma non un capolavoro.

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“Hai letto Saviano?”

Questa domanda mi e` stata rivolta da varie persone negli ultimi mesi. Anche perche`  cio` che ho scritto sul ‘mio sud‘ nei post precedenti ho avuto modo di dirlo in varie occasioni.
Ovviamente ho letto Saviano. Il che non cambia niente sulla mia percezione assolutamente personale e intima  di quanto ho precedentemente scritto. Si tratta di due piani assolutamente differenti: quello della ragione da una parte e quello delle sensazioni, dall’altra.

La cosa che piu` mi ha colpito in  “Gomorra” e` il fatto che l’autore riporti molti  dati noti da procedimenti giudiziari conclusi. Eppure, ci voleva uno scrittore per portare all’attenzione dell’opinione pubblica quanto da anni era noto alle forze dell’ordine, ai magistrati e naturalmente alla popolazione campana.

Non si fa fatica a capire che ci sia un collegamento tra le attivita` criminali organizzate e il narcotraffico.  Colpisce molto di piu` il legame tra le organizzazioni e attivita` quali il trasporto e la distribuzione delle merci. Si impara nel libro che il ‘concetto’ di merce puo` comprendere di tutto, dal traffico di cadaveri di  cinesi che vogliono essere seppelliti in patria ai tessuti preziosi che saranno utilizzati per la realizzazione di abiti da sogno distribuiti nel circuito dell’alta moda internazionale. Bellissima la storia del talentuoso sarto ‘in nero’ che si trova a vedere in televisione, la notte degli Oscar, il proprio abito indossato da una famosa star.  Esiste ancora possibilita` di riscatto? Saviano non da` risposte. E come potrebbe? Io voglio credere che una possibilita` di svolta ci sia.

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Distrazioni

Ho una lunga serie di bozze, che tali sono rimaste. Dubito di poter recuperare il tempo perduto. Non ci riesco mai. Le distrazioni sono state molte, se il lavoro puo` dirsi distrazione. Anche le fattorie hanno fatto la loro parte 🙂

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