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Archive for the ‘Scuola’ Category

“For everywhere we look, there is work to be done. The state of the economy calls for action, bold and swift, and we will act — not only to create new jobs, but to lay a new foundation for growth. We will build the roads and bridges, the electric grids and digital lines that feed our commerce and bind us together. We will restore science to its rightful place, and wield technology’s wonders to raise health care’s quality and lower its cost. We will harness the sun and the winds and the soil to fuel our cars and run our factories. And we will transform our schools and colleges and universities to meet the demands of a new age. All this we can do. All this we will do.”

E` stato emozionante ascoltare il discorso di inaugurazione. Ma sentire il nuovo presidente degli Stati Uniti che si ripromette di  restituire alla scienza il ‘posto che le spetta’,  e sottolinea l’importanza dell’istruzione in tutte le sue forme, e` stato piu` che emozionante:  e` stata la dimostrazione del fatto che tutti noi dovremmo ambire a qualcosa di piu` della nostra squallida politica paesana. Perche` appunto, ambire ad una nuova era non solo e` possibile, ma e` doveroso.

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Sono andata nella scuola di mia figlia ad una conferenza tenuta dal matematico Beppe Pea. Tutto ha avuto inizio da un progetto sperimentale di matematica a cui la nostra maestra ha aderito, gia` dallo scorso anno, che mette in relazione attivita` motoria e matematica. Pea e` stato invitato a illustrare a noi genitori questa sperimentazione.

Ci ha parlato prima di tutto di alcuni “errori” che vengono fatti nell’insegnamento della matematica:  l’aver ampliato a dismisura i programmi, e l’aver collocato alcuni concetti troppo presto (Pea sostiene che la teoria degli insiemi fatta nei primi anni della scuola elementare non serve a niente). Invece  la “ricetta” Pea indica: programmi piu` snelli, pochi fondamentali concetti insegnati al momento giusto, cioe` quando il bambino abbia sviluppato gli strumenti logici necessari per comprenderli, e una particolare attenzione al “corpo che agisce”. L’uso dei regoli in questo contesto e` fondamentale, ci ha spiegato, ed aiuta il bambino a “fare matematica” e quindi ad ottenere una maggiore padronanza e visualizzazione del concetto di numero.

Una volta illustrate le responsabilita` delle scuole, ha bacchettato noi genitori. In effetti ha avuto un certo impatto su di noi l’accusa di essere responsabili dell’incapacita` dei nostri bambini nel risolvere i problemi: nella nostra societa` iperprotettiva, tendiamo ad eliminare i problemi dalla vita dei nostri figli. Ci ha riportato diversi esemp: se un bambino non sa allacciarsi le scarpe, non perdiamo tempo ad insegnarglielo, piuttosto gli compriamo scarpe con lo strappo. Se non bambino non vuole camminare e vuole essere preso in braccio, la volta seguente il genitore fara` in modo di prevenire il problema, portandosi dietro il passeggino. Eppure, la capacita` matematica di risolvere i problemi trae origine dalla capacita` umana di risolvere i problemi quotidiani. Ecco perche` una popolazione ancora alle prese con problemi quasi di sopravvivenza, mostrera` maggiori predisposizione verso il “problem solving” matematico.

Insomma, due ore nelle quali siamo stati invitati a riflettere non solo sulla scuola e la matematica, ma sulla maniera globale in cui dovremmo accompagnare i nostri figli nella crescita. C’e’ stato naturalmente qualche genitore che si e` preoccupato del ‘programma’: “Scusi, ma cosi` facendo non si resta indietro nel programma?“, “Scusi, ma se ad ogni ordine di scuola vengono alleggeriti i programmi di matematica, non e` che alla maturita` questi ragazzi ne sapranno molta meno di quanta ne sapevamo noi alla nostra maturita`?” e` stato chiesto da piu` parti. Forse dovremmo imparare a pensare in termini piu` globali di crescita e sviluppo di competenze, piuttosto che vedere i cervelli dei nostri figli come contenitori vuoti da riempire.

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Finalmente il mio post piu` visitato e` quello dove spiego cosa sono i regoli, ed ha superato, in numero di visualizzazioni, quello dove riporto la traduzione di “You’ll never walk alone“. Finalmente sento che questo blog serve a qualcosa, se aiuta i poveri genitori alle prese con il ‘materiale didattico’ della prima elementare.

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Sembra ieri che scrivevo dell’emozione del primo giorno di scuola, e anche l’ultimo e` gia` passato. Abbiamo avuto un anno bello, stimolante, che si e` concluso con uno dei momenti piu` emozionanti della mia vita. Oggi il cucciolo ha dormito un po` di piu`, se lo e` meritato. Venerdi` e` stata cosi` brava, alla recita finale, da stupire anche me. Ha collezionato cosi` tanti complimenti, che io ho dovuto inforcare gli occhiali scuri per non mostrare le lacrime.

Ieri giornata uggiosa, trascorsa a vedere i filmati del 2001. Non li avevo piu` guardati. Fanno male, a causa dei cari affetti che non ci sono piu`. Pero` che tenerezza. I mesi passano via uno per uno, e noi non ce ne rendiamo quasi conto. E siamo alla fine della prima elementare. E dentro rimane quella voglia insoddisfatta che sfiora il rimpianto, davanti alla quale tutta la razionalita` disponibile non puo` nulla.

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Frasi

D’abitudine, tutte le sere appena rientriamo a casa, guardiamo i quaderni di mia figlia, anzi, e` lei che molto orgogliosamente ci mostra i suoi quaderni e la lezione per casa. Ieri la lezione consisteva nello “scrivere 6 frasi a piacere e illustrarle con un disegno”.

Una delle frasi era:

“La mamma lava i panni alla sorgente” 😯

A parte il fatto che mia figlia ha visto poche sorgenti in vita sua, e in questo forse siamo stati carenti, sicuramente non ha mai visto nessuno lavare i panni a una sorgente, e men che meno la sua mamma. Mi sbilancero` di piu`: al massimo puo` avermi visto mettere i panni sporchi dentro la lavatrice e tirarli fuori puliti, ma credo che non mi abbia mai visto lavare.

Memore dei moniti della Lipperini, le ho chiesto:

“Ma come ti e` venuta in mente questa frase? Perche` invece non hai scritto: “La mamma va a una conferenza di fisica?” ”

“Ma dai mamma, e poi come facevo a illustrarti con un disegno?” 😯 😯

Premesso che quando posso mi porto mia figlia nei viaggi di lavoro, e spesso e` venuta nel mio ufficio e quindi mi ha visto al lavoro in molte situazioni, evidentemente appartengo ad una categoria di mamme non “rappresentabile”!

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Note ai genitori

Qualche giorno fa ho accompagnato mia figlia ad una attivita` scolastica pomeridiana. Si avvicina una mamma e mi chiede:

“Scusa scusa, come andava fatta la lezione di matematica di oggi?” (per la cronaca, prima elementare, addizioni entro il 10, da fare sulla “linea dei numeri”).

Verifichiamo che i nostri figli avevano fatto la lezione allo stesso modo (tra l’altro, io guardo i quaderni di mia figlia la sera, prima di andare a letto, ma a quel punto la lezione e` gia` pronta, e la nonna con cui trascorre la maggior parte dei pomeriggi non ha mai avuto bisogno di aiutarla)  e la mamma in questione si giustifica cosi`:

“Sai, da quando ho preso una nota, sto piu` attenta” 😯

“In che senso hai preso una nota?” le chiedo

Lei risponde:

“Le maestre hanno scritto sul quaderno di L: si pregano i genitori di non aiutare L. a fare i compiti. ”

Pare che L. avesse sbagliato lo svolgimento dei compiti per casa, e si sia giustificato dicendo: ma me l’ha detto la mia mamma di fare cosi`!, quindi le maestre hanno giustamente messo la nota alla mamma!

A quel punto, altre mamme presenti mi hanno confermato di aver trovato note simili sui quaderni dei figli, rivolte ai genitori/nonni.

Quindi noi-famiglia siamo stati molto bravi: ancora nessuna nota di de-merito!

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Perle scolastiche

Sabato, lezione di religione, dettato.

“Ad ogni bambino che nasce Dio gli mette accanto tante persone che lo amano e si prendono cura di lui. Elencarle.”

Dopo i soliti mamma-papa`-nonni, mia figlia ha scritto:

“ZII E GUGINETTI”.

Quando a casa ci mostra il quaderno la invitiamo a leggere cio` che ha scritto, e allora capisce subito di aver  sbagliato. Prende gomma e matita e corregge:

“ZII E QUGINETTI”

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