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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Come deprimersi

Una ventina di giorni fa ho ordinato in un ferramenta un accessorio per il bagno. Non avendo ancora sentito niente, questa mattina ho telefonato al negozio. La gentilissima proprietaria mi ha confermato di aver ordinato l’oggetto, ma ha aggiunto:

“Pero` sono un po` sconcertata: lei dalla voce e` giovane!”

“Be`, giovane, 40 anni….”

“La signora per cui ho fatto questo ordine aveva una certa eta`” 😯
Allora e` andata a riprendere il foglio, sul quale c’e’ scritto il mio nome e il mio numero di telefono, per essere sicura di parlare dello “stesso ordine”. A questo punto si deve essere sentita in colpa per aver insinuato che pur avendo una voce giovane ho un aspetto vecchio e ha concluso:

“Ah si, adesso mi ricordo! L’ho scambiata per un’altra persona!” 😯

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Ieri sera ultima mangiatina a ripa di mare di pasta con le sarde. Da oggi il bagno Meloria e` chiuso e Filippo se ne torna a Messina. Aria di sbaraccamento: armadio dei vini vuoto, ombrelloni gia` rimossi, luci spente tranne che nel ristorante (e si notava, visto che alle sette e mezzo era quasi buio).

A meta` serata un bell’acquazzone ha sottolineato, per chi come me si ostina a voler credere che l’estate non sia finita, che stiamo precipitando dentro l’autunno.

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Nostalgia

Cala Rossa, Porto Vecchio, 3 settembre 2007Cala Rossa, Porto Vecchio, 3 settembre 2007

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2 Agosto 1980…

… per non dimenticare la barbarie….

La vita e` gia` cosi` difficile se tutto ti va bene, perche` noi uomini la teniamo in cosi` scarso conto da porre fine ad altre vite con una facilita` sconcertante?

Perche` la barbarie non ha mai fine?

Perche` non impariamo dalla storia, ne` dall’esperienza?

Perche` in ogni epoca il detto homo homini lupus e` sempre veritiero?

Perche` ogni giorno la terra e` insanguinata da gesti altrettanto efferati , come quelli compiuti il 2/8/1980?

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Occhiali

Avendo avuto una vista da falco per tutta la vita, scoprire improvvisamente di non riuscire piu` a leggere e` stato uno shock! Gli amici cercano di consolarmi dicendomi che questo non significa che sono vecchia ma che sono diventata presbite molto presto, l’ottico dicendomi che probabilmente sono sempre stata ipermetrope, per cui adesso la mia ipermetropia si e` manifestata, e non sono presbite, ma si tratta di magre consolazioni. La triste verita` e` che devo usare gli occhiali, ed e` molto peggio che se li potessi indossere sempre, perche` li posso usare solo per vedere da vicino. Quindi, gli occhiali sono diventati un’accessorio al quale fare attenzione e non dimenticare mai. E ci sono situazioni in cui davvero se ne farebbe a meno: qualche settimana fa, arrivata all’aeroporto di Parigi dovevo capire come funzionava la macchinetta erogatrice dei biglietti del treno, avevo con me una valigia, lo zaino con il laptop e la borsa… e non riuscivo a vedere le istruzioni. Con varie acrobazie sono riuscita a trovare gli occhiali. contare gli spiccioli e ottenere il biglietto. E se per caso decido di poterne fare a meno, mi succede come l’altro giorno, quando ho firmato il modulo di arrivo in albergo al rigo in cui era richiesto di indicare la data di nascita.

Fondamentale l’uso degli occhiali nei ristoranti che pensano che mangiare quasi al buio sia romantico. Ricordo una volta, poco prima di decidermi a comprare gli occhiali, luci molto soffuse e menu scritto in nero su carta rossa, in cui mi sono dovuta alzare e andare sotto una lampada, al centro del ristorante, per riuscire ad ordinare qualcosa.

L’unico aspetto positivo e` una inattesa forma di cameratismo tra presbiti, che ho potuto sperimentare poco dopo aver ceduto all’acquisto dell’occhiale. Mi trovavo in uno di questi ristoranti che sembrano risparmiare sull’illuminazione, avevo appena inforcato i miei occhiali, quando mi sono sentita apostrofare dall’avventore del tavolo vicino al mio: “Excuse-me!”. In altri tempi avrei potuto pensare ad un tentativo di abbordaggio, ma non ne ho avuto comunque il tempo, poiche` il malcapitato ha immediatamente proseguito dicendo: “Non riesco a leggere il conto poiche` ho dimenticato gli occhiali: visto che tu ce li hai, mi puoi aiutare?”

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I vandali

Il termine vandali mi sembra persino troppo positivo, se non altro perche` li accomuna ad un popolo, che pur nel male, segno` la nostra storia. Forse dovrei definirli semplicemente teppisti, o balordi. Fatto sta che una banda di questi esseri vigliacchi e meschini ha deciso di divertirsi aprendo di notte una quindicina di cabine. Ovviamente lo scopo non era certo rubare, visto che nessuno credo tenga in cabina piu` di qualche asciugamano, costume o ciabatta. Cosi`, si sono divertiti a spargere per la spiaggia il loro bottino di asciugamani-costumi-ciabatte. Una volta giunti alla nostra cabina, con un calcio, o forse una sbarra, hanno fatto saltare la serratura e a quel punto si sono trovati davanti alla tartaruga gonfiabile gigante di mia figlia, che occupava la cabina quasi per intero. Che bello! Un diversivo rispetto ai soliti asciugamani-costumi-ciabatte. Me lo vedo il capo-branco che ha affondato il suo mozzicone di sigaretta accesa nella schiena della tartaruga, godendo nel guardarla afflosciarsi ai suoi piedi. Chissa` cosa avra` pensato, il balordo, ammesso che sia dotato di capacita` di pensiero: che si trattasse del trastullo di una quieta pensionata? O di un manager rampante? O di una aspirante velina? Possibile che non gli abbia sfiorato il cervello l’idea che quel gigante gonfiabile e un po` kitch potesse solo appartenere a un bimbo piccolo? Possibile che abbia goduto pensando alla inconsolabile sofferenza che il suo gesto insensato e immotivato avrebbe provocato in un piccolo essere umano? La cosa che piu` mi ha ferito sono stati gli occhi di mia figlia, mentre mi chiedeva: “Mamma, ma perche`?”

Ed io non ho saputo rispondere al suo perche`.

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tartaruga1.jpgEra verde e bianca, gonfia, con una bella testona, 4 zampe e 2 maniglie nere. Ha opposto il suo corpo a coloro che volevano violare il regno della sua amata padroncina. Ne ha avuto in cambio una bruciatura di sigaretta, che ha posto fine alla sua breve vita da compagna di giochi per una stagione. La ricorderemo per sempre.

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