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Archive for novembre 2008

Perle… al supermercato….

Sono andata a far la spesa con mia figlia. In genere lei riceve tanti  complimenti, soprattutto dalle persone anziane, perche` e` proprio una piccola donna, giudiziosa e graziosa.

Il cassiere era appunto un signore un po` avanti con gli anni. Le ha fatto tante domande sulla sua eta`, la classe frequentata, se e` brava a scuola.  Quindi le ha detto: “Vediamo se sei brava in matematica, risolvi questo problema: da venticinque levacene”. Silvia era interdetta. Io anche….

Ho cercato di aiutarla chiedendo: “Ma levacene cosa?” Al che sono  intervenute persone anche dalla fila della cassa adiacente: “Ma come, non l’ha capito?” “Ma come, non l’aveva mai sentito prima?” …. (io tra me pensavo, meno male che nessuno mi conosce e sa che ho persino un PhD in fisica…).

Alla fine il cassiere impietosito (e soprattutto per non bloccare la fila troppo a lungo) ci e` venuto in aiuto sillabando lentamente la frase: “Da venti, cinque levacene”.

Caspita come mi sono sentita stupida!

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Addio Phoenix….

il Phoenix Mars Lander si e` definitivamente fermato, dopo 5 mesi di operazioni su Marte. Fino a giovedì gli scienziati della NASA non tenteranno più di riaccendere e di comunicare con Spirit, nella speranza che il poco di energia che si accumulerà permetta almeno di capire qual è lo stato di salute del rover.
La tempesta di polvere dovrebbe diminuire, ma ci sono scarse  possibilità che il rover riacquisti l’energia sufficiente per riprendere a lavorare. “Phoenix provided an important step to spur the hope that we can show Mars was once habitable and possibly supported life,”, ha detto Doug NcCuistion, Direttore del Mars Exploration Program della Nasa.

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Perle… alberghiere…

Mi trovo a Bruxelles in questi giorni. Poco tempo per fare la turista, ma almeno ho scelto un albergo comodo, un vero “business hotel“, con free wireless (sembra una banalita`, ma a Bruxelles i free internet access point sono rarissimi, negli alberghi non se ne parla proprio di avere internet gratis).

Al mio arrivo, ho cominciato ad esplorare cosa offrisse la stanza. Non c’e’ vista, ma tanto come dicevo non sono qua per fare il turista. In compenso c’e’ un accappatoio morbidissimo, il bollitore per il caffe`, una bottiglia d’acqua tutti i giorni, tanti accessori per il bagno, il servizio in camera 24h/24 e la possibilita` di ordinare massaggi rilassanti….

Sono quindi passata ad esplorare il minibar. Non bevo quasi mai le cose del mini bar, giusto l’acqua o qualche succo di frutta. Pero` mi piace molto vedere cosa c’e’ dentro, soprattutto le bottigliette mignon. Questo in particolare era molto ben fornito. C’era anche una statuina del Manneken Pis, (forse un simpatico apribottiglie?) e una scatolina con su scritto ‘L’Avantage’ (forse caramelle?).

Dopo qualche ora, leggendo la brochure dell’albergo, questa frase ha attirato la mia attenzione:

Your mini-bar consumptions are automatic charged to your invoice at the reception“. Ho aperto di nuovo il minibar, e questa volta ho notato le scritte, peraltro ripetute in varie lingue: “This is a computerized mini bar: all touched products will automatically be charged on your account“….

Mi sono sentita come Mr Bean in una delle sue piu` imbarazzanti disavventure. La statuina del Manneken Pis non era un apribottiglie ma un souvenir venduto alla modica cifra di 12 euro, le mie presunte caramelle erano in realta` preservativi. Il mio account a questo punto doveva presentare una lista lunghissima…. presa dal panico, sono andata a parlare con la gentile signorina della reception, che ha controllato sul suo computer. In realta`gli oggetti, una volta riposti nei loro alloggiamenti computerizzati, non compaiono piu` nel conto. Al momento rimane solo una scatola di cioccolatini (veri cioccolatini…) che evidentemente non riesco a rimettere bene nel loro ‘alloggiamento’, e che continuano ad apparire sul mio conto allo scoccare di ogni mezzanotte….

Insomma, mai vista una cosa del genere, eppure alberghi ne ho girati tanti!!

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Sono andata nella scuola di mia figlia ad una conferenza tenuta dal matematico Beppe Pea. Tutto ha avuto inizio da un progetto sperimentale di matematica a cui la nostra maestra ha aderito, gia` dallo scorso anno, che mette in relazione attivita` motoria e matematica. Pea e` stato invitato a illustrare a noi genitori questa sperimentazione.

Ci ha parlato prima di tutto di alcuni “errori” che vengono fatti nell’insegnamento della matematica:  l’aver ampliato a dismisura i programmi, e l’aver collocato alcuni concetti troppo presto (Pea sostiene che la teoria degli insiemi fatta nei primi anni della scuola elementare non serve a niente). Invece  la “ricetta” Pea indica: programmi piu` snelli, pochi fondamentali concetti insegnati al momento giusto, cioe` quando il bambino abbia sviluppato gli strumenti logici necessari per comprenderli, e una particolare attenzione al “corpo che agisce”. L’uso dei regoli in questo contesto e` fondamentale, ci ha spiegato, ed aiuta il bambino a “fare matematica” e quindi ad ottenere una maggiore padronanza e visualizzazione del concetto di numero.

Una volta illustrate le responsabilita` delle scuole, ha bacchettato noi genitori. In effetti ha avuto un certo impatto su di noi l’accusa di essere responsabili dell’incapacita` dei nostri bambini nel risolvere i problemi: nella nostra societa` iperprotettiva, tendiamo ad eliminare i problemi dalla vita dei nostri figli. Ci ha riportato diversi esemp: se un bambino non sa allacciarsi le scarpe, non perdiamo tempo ad insegnarglielo, piuttosto gli compriamo scarpe con lo strappo. Se non bambino non vuole camminare e vuole essere preso in braccio, la volta seguente il genitore fara` in modo di prevenire il problema, portandosi dietro il passeggino. Eppure, la capacita` matematica di risolvere i problemi trae origine dalla capacita` umana di risolvere i problemi quotidiani. Ecco perche` una popolazione ancora alle prese con problemi quasi di sopravvivenza, mostrera` maggiori predisposizione verso il “problem solving” matematico.

Insomma, due ore nelle quali siamo stati invitati a riflettere non solo sulla scuola e la matematica, ma sulla maniera globale in cui dovremmo accompagnare i nostri figli nella crescita. C’e’ stato naturalmente qualche genitore che si e` preoccupato del ‘programma’: “Scusi, ma cosi` facendo non si resta indietro nel programma?“, “Scusi, ma se ad ogni ordine di scuola vengono alleggeriti i programmi di matematica, non e` che alla maturita` questi ragazzi ne sapranno molta meno di quanta ne sapevamo noi alla nostra maturita`?” e` stato chiesto da piu` parti. Forse dovremmo imparare a pensare in termini piu` globali di crescita e sviluppo di competenze, piuttosto che vedere i cervelli dei nostri figli come contenitori vuoti da riempire.

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Latito….

Ultimamente latito…. Non e` che mancherebbero le cose da scrivere, piuttosto manca lo spirito giusto.

Avrei voluto essere a Chicago nei giorni scorsi, al Grant Park. Che bello che la politica possa ancora regalare emozioni cosi` grandi. Noi siamo ormai abituati ad una tale mediocrita`, siamo talmente abituati a vergognarci di essere italiani, che vedere il  rispetto tra sconfitti e vincitori, vedere la piu` grande nazione del mondo ancora capace di generare speranza, provoca una strana sensazione, un mix di invidia , rimpianto e, perche` no, speranza, che anche da noi qualcosa possa un giorno cambiare.

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